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Dante's Florence


La Firenze in cui Dante ha vissuto fino all’età di trentasei anni non assomigliava alla città che poi sarebbe diventata famosa nel mondo per i suoi monumenti architettonici. La Firenze di Dante è una città medievale: un intrico di vie strette, di case di pietra e di legno addossate le une alle altre, un insieme disordinato di abitazioni, fondaci, botteghe e magazzini intervallato qua e là da orti, vigneti e giardini. Le chiese sono numerose, ma di piccole dimensioni; le torri numerosissime e a volte di dimensioni notevoli. I grandi clan familiari le costruiscono in parte per segnalare il loro potere, ma soprattutto a difesa delle case e delle botteghe sottostanti e come postazioni elevate dalle quali colpire in un vasto raggio intorno. Sarà solo verso la fine del secolo che cominceranno i lavori per alcuni grandi progetti architettonici che ancor oggi plasmano l’immagine di Firenze: Santa Maria Novella, la Badia, Santa Croce; Santa Maria del Fiore e Palazzo Vecchio: una città in piena espansione. Sono imprese la cui realizzazione richiederà anni di lavoro, alcune addirittura secoli. Nell’ultimo periodo in cui ha abitato a Firenze, Dante ne ha visto i cantieri, ha passeggiato sotto le impalcature. Quei maestosi edifici, però, non hanno fatto in tempo a imprimersi nel suo immaginario come nuovi simboli della città. Al centro dell’immagine della città che egli si porta dietro nell’esilio resta il Battistero di San Giovanni. Fino agli inizi del Trecento il suo «bel San Giovanni» era stato non solo l’edificio più grande e più riccamente decorato di Firenze, ma il tempio cittadino per antonomasia.

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Fiesole


La città di Fiesole sorge su una collina alta circa 300 metri s.l.m. a circa 6 chilometri da Firenze, ed è un'ambita meta turistica per la bellezza del paesaggio circostante e per le sue ricchezze storiche e culturali.

Fiesole dal IV secolo a.C. risulta come una delle più importanti città etrusche (in etrusco Vipsul) alle pendici meridionali dell'Appennino Tosco-Emiliano. Fu alleata di Roma fin dal III secolo a.C.

I vescovi di Fiesole, da 492, acquisirono il potere politico durante l'alto medioevo, all'epoca dei Bizantini e dei Longobardi. Durante la dominazione longobarda la città iniziò a subire un declino sempre più evidente, coincidente con la crescita dell'influenza economica e politica di Firenze.

Nel 1125 fu conquistata da Firenze e da allora Fiesole seguì le sorti della vicina città del giglio. Nel 1325 i fiorentini ripristinarono le mura cittadine, nella paura dell'offensiva di Castruccio Castracani, ribadendo così la notevole importanza strategica del sito. In particolare venne murata la città alta, che dal 1399 ospitò il convento francescano.

Fiesole divenne un luogo prediletto per la creazione di ville suburbane fin dall'edificazione della villa Medici, una delle prime in assoluto a sfruttare appieno le prerogative della magnifica vista panoramica, teorizzate da Leon Battista Alberti nel De re aedificatoria. I Medici profusero notevoli ricchezze anche nella ricostruzione della Badia fiesolana.  

Il toponimo è considerato etrusco, anche se arrivato a noi tramite il latino Faesulae, dalle epigrafe etrusche ricaviamo il nome originario etrusco, Vipsul e Visul, con il passaggio della "v" etrusca alla "f" latina.

Dalla fine del Settecento Fiesole fu uno dei luoghi di soggiorno preferiti dagli stranieri in Italia, che acquistarono le ville già della nobiltà fiorentina, ristrutturandole e dotandole di meravigliosi giardini. Oltre a un innumerevole numero di stranieri di passaggio, la cittadina ospitò anche una nutrita comunità di cittadini nordeuropei e americani. Tra questi vanno ricordati William Spence, il pittore Arnold Böcklin e John Temple Leader.

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